Archivio mensile:agosto 2016

La Camusso si esprime sull’offerta di gioco online

camusso giochi online

Tutti guardano al mondo del gioco d’azzardo, tutti sono interessati a ciò che succederà nella Conferenza Unificata, sempre che qualcosa succeda. Perfino i Sindacati Nazionali guardano con attenzione agli intendimenti che il Governo sta portando avanti per la ristrutturazione del gioco pubblico ed i vari programmi che nei due rami del Parlamento propongono nuove regole e nuove norme per riorganizzare questo settore e quello dei casino online che ormai sembra proprio allo sbando, oppure in mano al “volere-potere” dei Comuni e delle Regioni che continuano a “legiferare” contro il gioco, i suoi operatori e la sua industria.

Quindi, anche il Segretario Nazionale della Cgil, Susanna Camusso, non si estranea a questi “sguardi” e sottolinea quelli che potrebbero essere gli orientamenti del sindacato sull’offerta di gioco sul nostro territorio. Innanzitutto, la Camusso sottolinea che, da sempre, la Cgil ha partecipato alle campagne nazionali con le quali si sono ampiamente messe in discussione le modalità dell’offerta di gioco e che sono state avviate a sfavore della diffusione ed allargamento della stessa offerta.

Il Segretario Nazionale ritiene, come riportato anche dall’account ufficiale italiano di twitter sui casino online, a nome dei suoi rappresentati ovviamente, che si debba forzatamente andare verso una notevole stretta sul gioco e ad una regolamentazione di quello che viene proposto agli utenti, in modo da non avere alla fine una “offerta senza alcun limite” che viene sistematicamente riproposta in nome delle entrate erariali. Non vi è ombra di dubbio che il problema dello Stato di far quadrare il suo bilancio senza “l’aiuto degli ingressi del gioco” è assai importante e difficile da superare ed è un problema che sta senz’altro a cuore al Segretario Nazionale della Cgil.

In effetti dalla Camusso arriva una affermazione abbastanza dura nei confronti dello Stato quando asserisce che anziché chiedere sempre nuovi fondi al mondo del gioco d’azzardo, incrementandone conseguentemente l’offerta, lo Stato dovrebbe mettere “sul piatto” una seria riforma fiscale cosa sempre annunciata, insieme a singoli provvedimenti, e mai concretizzata. Sembra proprio che lo Stato non “sappia” cosa fare e metta in continuazione “pezze” che non risolvono il problema a monte e questo, secondo la Camusso è il difetto principe del nostro Governo.

Ma la linea dura della Camusso, cosi come riportato dalla rivista di fliboard più autorevole che si occupa di casino online e gioco d’azzardo in Italia, non finisce certamente qui, conoscendo un poco la sua personalità: aggiunge che in questa futuribile riforma fiscale, occorrerebbe rispettare il dettato “costituzionale sulla proporzionalità della imposizione”. In sostanza troppo gioco, troppa offerta, troppe sale, troppe slot machine, troppe Vlt.

Ed ancora da parte del Segretario Nazionale si guarda all’immediato futuro del mondo del gioco, al suo riordino che la Legge di Stabilità di quest’anno ha demandato alla Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali. Non è molto speranzosa che quello che uscirà da quei tavoli potrà essere realizzabile e che abbia un obbiettivo comune, ma sopratutto non è assolutamente sicura che uscirà qualcosa che possa “chiamarsi riordino dell’offerta”. Gli obbiettivi sembrano distanti… e nessuno vuole rinunciare a qualcosa. Ci potranno, quindi, essere scambi di esperienze, di idee, manifestazioni di interesse da ogni parte, ma in pratica come si può tornare indietro e ridimensionare il gioco ora che ha preso “il cuore” e riempito il tempo di tanti giocatori? Quindi?

Si vuole vietare i giochi d’azzardo con vincita

giochi con premi a denaro

Gioco sì, gioco no, gioco ristrutturato, riveduto e corretto: oppure assolutamente la nostra vita senza gioco? Questa domanda si ripresenta in modo frequente da un bel po’ di tempo, ma non si riesce a capire quale potrebbe essere veramente la risposta e, sopratutto, non si riesce a capire cosa questo proibizionismo potrebbe comportare, a cascata, sul sociale. Che il gioco faccia parte della natura dell’uomo non vi è ombra di dubbio, che poi sia stato inserito nella vita di tutti noi, praticamente dal lontano 2003 per toglierlo all’illegalità che lo manovrava a proprio piacimento, è un altro dato di fatto.

Che, poi, il gioco d’azzardo lecito ed i casino online sia scappato di mano è un altro dato certo: ma da questo a credere che si possa proibirlo totalmente.. forse ce ne “scorre di acqua sotto i ponti” perché si scontenterebbe una grande quantità di giocatori che certamente non smetterebbero di giocare, ma lo farebbero illecitamente nei tanti punti dove il gioco d’azzardo si può trovare e dove tante limitazioni e restrizioni certo non esistono. Questo sarebbe per il sociale un pessimo risultato, come lo sarebbe anche per il nostro “caro Erario” che non fruirebbe più delle “copiose pescate a piene mani” che vengono effettuate dall’Esecutivo in questo settore quando bisogna quadrare il bilancio dello Stato.

Tutte queste righe e queste dissertazioni “filosofiche” per rendere i cittadini consapevoli che il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato una proposta di legge statale che chiede il “divieto assoluto del gioco con vincita in danaro” e di questo si vuole parlare. Il Veneto si è abbastanza schierato sino ad oggi contro il gioco d’azzardo lecito e, quindi, il passo ulteriore è stato proprio questo: divieto assoluto per la tutela del territorio e dei cittadini che sono stati “travolti” dall’imperversare delle sale da gioco e dalle “famigerate macchinette” che sono distribuite in modo “assurdo”.

Forse, se il Governo la smettesse di “menare il can per l’aia” e con la “sua” Conferenza Unificata, cosi come dice il principale account facebook sui casino online, e mettesse un po’ d’ordine a livello nazionale in questo mondo del gioco, le Regioni se ne guarderebbero bene dal prendere decisioni ed accettare proposte così drastiche e negative per questo settore.

La proposta di legge nazionale, riportata anche dal più autorevole account di google+ sui casino online, che chiede di vietare il gioco con vincita “con l’unica eccezione dei giochi gestiti dallo Stato”, qualifica come delitto le violazioni del divieto di tenuta del gioco d’azzardo”: reato punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa fino a 300mila euro. Risultano giochi d’azzardo quelli nei quali ricorre il fine di lucro, quello in cui sono previste puntate di danaro e quelli nei quali la vincita o la perdita sono interamente, o quasi interamente, aleatorie.

E si aggiunge il divieto di qualsiasi forma, diretta od indiretta, di propaganda pubblicitaria, di comunicazione commerciale, di sponsorizzazione o di promozione di marchi o di prodotti di giochi con vincita in danaro, offerti in reti di raccolta, sia fisiche che online. Insomma un divieto veramente globale. Questo progetto di legge statale dovrebbe approdare sul tavolo della Conferenza Unificata tra Stato e Regioni ed Enti Locali ed al Parlamento… e vedere l’effetto che fa.

COsa cambia per il gioco dopo le elezioni

politica e gioco d'azzardo

Molti, anzi moltissimi cittadini, hanno esternato l’opinione, in tempi non sospetti, che il fenomeno Movimento Cinque Stelle sarebbe stato una meteora politica destinata ad apparire e poi a finire presto nel dimenticatoio: i risultati di queste elezioni comunali sopratutto a Roma ed a Torino “fanno sì che queste parole vengano rimangiate”, ed alla grande si potrebbe dire, mentre il M5S continua a crescere ed acquisire consensi nel nostro Bel Paese cercando di non permettere di giocare con i casino online legali.

Per fare un “conteggio politico” si potrebbe dire, senza la paura di essere smentiti, che il governo del Premier Renzi ha subito un duro colpo visto che da queste elezioni pensava di ricavare incoraggiamenti in vista del referendum di ottobre sulla riforma costituzionale ed anche aggiungere che la macchina dell’Esecutivo si è “inceppata” e la sua strategia politica recente ha clamorosamente fallito. L’unica eccezione è stata messa in campo a Milano dove il candidato Pd è riuscito a spuntarla, ma veramente in extremis, contro il centro destra.

Con questi risultati e questa schiacciante vittoria del Movimento cosa succede e cosa succederà? Se lo stanno chiedendo tutti, particolarmente il mondo del gioco d’azzardo pubblico e quello deli migliori casino online con bonus senza deposito per il quale il conflitto tra il Governo “centrale” e gli Enti locali, al di là dei risultati elettorali, rappresenta un problema estremamente attuale attorno al quale ruota il futuro dell’intero settore. Come si sa l’ascesa del Movimento metterà ulteriori bastoni tra le ruote all’industria gioco visto il suo dichiarato contrasto con il governo Renzi ed anche per la sua dichiarata “avversione” verso il gioco d’azzardo pubblico: e di questo gli addetti ai lavori “hanno alquanto timore” viste le proposte proibizionistiche esternate dal M5S nei confronti appunto del gioco.

Questa “vittoria” del Movimento Cinque Stesse è una vera e propria “gatta da pelare” per l’Esecutivo che aspettava, forse, i risultati elettorali (ed ovviamente pensava che fossero diversi) per mettere in atto la “quadratura del cerchio” relativamente alla ristrutturazione sul gioco affidata alla Conferenza Unificata che ora appare sempre più difficile ed ardua. Anche se il tavolo di confronto con gli Enti Locali più che al risultato delle comunali guarda ad un ulteriore rinvio in vista del referendum costituzionale di ottobre dato che, da quella riforma, si potrebbe uscire con un diverso assetto più orientato alle Regioni… e gli operatori del gioco intanto continuano ad attendere!!

Ora il Governo, analizzando questi risultati elettorali, dovrà inevitabilmente cambiare strategia sui casino aams e, sopratutto, dovrà correre ai ripari. Il Premier Renzi dovrà rendersi conto della debacle nella quale è caduto il suo partito (ed il suo Governo) perdendo 13 comuni anche se continua ad ostentare sicurezza ribadendo che “questo è stato un voto di protesta nei confronti della vecchia politica”, ma non un voto espressamente contro di lui e dovrà, innanzitutto, “cavare qualcosa dal cilindro da prestigiatore” per proseguire nelle trattative con gli Enti Locali per la ristrutturazione del mondo del gioco che questo intervento attende da troppo tempo. Non può (il Premier) perdere ulteriormente la faccia e deve trovare assolutamente il modo per proseguire nell’intendimento, ormai promesso troppe volte e troppe volte andato a vanificarsi, di ristrutturare l’intero settore per salvarne l’esistenza, l’esistenza di tante piccole e medie industrie, la professionalità di chi lo compone, la sicurezza dei cittadini.