La Camusso si esprime sull’offerta di gioco online

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Tutti guardano al mondo del gioco d’azzardo, tutti sono interessati a ciò che succederà nella Conferenza Unificata, sempre che qualcosa succeda. Perfino i Sindacati Nazionali guardano con attenzione agli intendimenti che il Governo sta portando avanti per la ristrutturazione del gioco pubblico ed i vari programmi che nei due rami del Parlamento propongono nuove regole e nuove norme per riorganizzare questo settore e quello dei casino online che ormai sembra proprio allo sbando, oppure in mano al “volere-potere” dei Comuni e delle Regioni che continuano a “legiferare” contro il gioco, i suoi operatori e la sua industria.

Quindi, anche il Segretario Nazionale della Cgil, Susanna Camusso, non si estranea a questi “sguardi” e sottolinea quelli che potrebbero essere gli orientamenti del sindacato sull’offerta di gioco sul nostro territorio. Innanzitutto, la Camusso sottolinea che, da sempre, la Cgil ha partecipato alle campagne nazionali con le quali si sono ampiamente messe in discussione le modalità dell’offerta di gioco e che sono state avviate a sfavore della diffusione ed allargamento della stessa offerta.

Il Segretario Nazionale ritiene, come riportato anche dall’account ufficiale italiano di twitter sui casino online, a nome dei suoi rappresentati ovviamente, che si debba forzatamente andare verso una notevole stretta sul gioco e ad una regolamentazione di quello che viene proposto agli utenti, in modo da non avere alla fine una “offerta senza alcun limite” che viene sistematicamente riproposta in nome delle entrate erariali. Non vi è ombra di dubbio che il problema dello Stato di far quadrare il suo bilancio senza “l’aiuto degli ingressi del gioco” è assai importante e difficile da superare ed è un problema che sta senz’altro a cuore al Segretario Nazionale della Cgil.

In effetti dalla Camusso arriva una affermazione abbastanza dura nei confronti dello Stato quando asserisce che anziché chiedere sempre nuovi fondi al mondo del gioco d’azzardo, incrementandone conseguentemente l’offerta, lo Stato dovrebbe mettere “sul piatto” una seria riforma fiscale cosa sempre annunciata, insieme a singoli provvedimenti, e mai concretizzata. Sembra proprio che lo Stato non “sappia” cosa fare e metta in continuazione “pezze” che non risolvono il problema a monte e questo, secondo la Camusso è il difetto principe del nostro Governo.

Ma la linea dura della Camusso, cosi come riportato dalla rivista di fliboard più autorevole che si occupa di casino online e gioco d’azzardo in Italia, non finisce certamente qui, conoscendo un poco la sua personalità: aggiunge che in questa futuribile riforma fiscale, occorrerebbe rispettare il dettato “costituzionale sulla proporzionalità della imposizione”. In sostanza troppo gioco, troppa offerta, troppe sale, troppe slot machine, troppe Vlt.

Ed ancora da parte del Segretario Nazionale si guarda all’immediato futuro del mondo del gioco, al suo riordino che la Legge di Stabilità di quest’anno ha demandato alla Conferenza Unificata tra Stato, Regioni ed Enti Locali. Non è molto speranzosa che quello che uscirà da quei tavoli potrà essere realizzabile e che abbia un obbiettivo comune, ma sopratutto non è assolutamente sicura che uscirà qualcosa che possa “chiamarsi riordino dell’offerta”. Gli obbiettivi sembrano distanti… e nessuno vuole rinunciare a qualcosa. Ci potranno, quindi, essere scambi di esperienze, di idee, manifestazioni di interesse da ogni parte, ma in pratica come si può tornare indietro e ridimensionare il gioco ora che ha preso “il cuore” e riempito il tempo di tanti giocatori? Quindi?